Il clan delle cicatrici. Amiche del Cuore.

Ma ciao!

Ma che bello incontrarci così per un caffè e due chiacchiere.

Quando torni chiamami subito perchè non ti ho fatto vedere le foto che ho trovato in archivio per il mio lavoro!

E poi ti faccio vedere quali sceglierei e come le potrei comporre.

Purtroppo credo di avere un metro di larghezza . In altezza non so. Se sarò obbligata ad appoggiare il lavoro su una sedia non potrà essere molto alto. Mi faranno sapere. Ho scritto alla Commissione.

Ovviamente a me piacerebbe fare una cosa molto, molto più grande!

Pensavo alle nostre chiacchiere di oggi.

Non sono le ferite che si aprono. Sono le cicatrici che si sentono.

Come le aderenze dopo un’operazione o una frattura che, guarita,  segnala quando cambia il tempo.

Così sono queste cicatrici che ci segnalano quando l’umore cambia, quando arriva quel pensiero sulla caducità della vita che ci fa pensare che infondo siamo come dei tonni o dei conigli semplicemente più complicati e con più possibilità creative e quindi: ci conviene usare il raziocinio e sentire la cicatrice come un segnatempo per far funzionare la logica del “qui e ora”che ci riporta nel presente e mette un cerotto sul passato.

Perchè, maledizione, avremo anche più creatività di un tonno ma quello vive il suo ciclo di vita senza ricordarsi la rete da pesca che ha schivato, per un’educazione automatica dell’istinto evita la successiva  e trionfa mentre noi…noi maledizione 2 nella rete ci caschiamo ogni volta. O per un momento di scoramento o per un evento la nostra mente sta lì. Pensa all’evento e al passato , attonita si gingilla un pò masochista con lo scoramento che sensibilizza la cicatrice e si sta lì come imbecilli a misurarla..ma quanto è lunga, ma quanto ho sofferto ma perchè…già il perchè! E il perchè sono andata a cercarlo nel karma, nella legge della causa effetto che per i pirloni si riflette nelle vite di milioni di Marie Antoniette o Anne Bolene e per altri come me, che si credono meno pirloni, in varie ipotesi che in vite passate a questa o quella persona hai fatto male e qui ..”te tocca!”.

Però che intelligenza! Intanto la cicatrice si fa sentire tranquillamente. Sorniona.

Invece no. Veramente chissenefrega. Siamo capacissime di lasciare andare  e vivere il presente che , con totale incoscienza viviamo tranquillamente con tutte le menate possibili.

Fossimo attente al presente con lo stesso scoramento quando pensiamo al passato non usciremmo più nemmeno dal letto: potrebbe tirarci sotto una machina, potremmo inciampare, potremmo scottarci un dito ai fornelli. Eppure tutte queste cose le sopportiamo tranquillamente mentre , quando torna un certo passato la cicatrice pulsa.

I tonni trionfano sulle rete da pesca e noi manco riusciamo a ricordarci i momenti belli del passato? Ci chiudiamo subito nella nassa come aragoste? Ci bolliamo da sole nel sugo della tristezza? Ma che palle, non ti pare?

E così scrivo ad Annamaria. Amica del cuore. Già. Ci sono amiche e amiche. Diverse. lei è un’amica del cuore. Creatività comuni, voglia di progetti sempre, madri inesistenti se non sadiche. E i cuori, in pullman si sono trovati e adesso , in silenzio, perchè , così pare, i ritmi personali sono già conosciuti, ci si trova. L’età non conta. Lei ha 20 anni più di me ( forse di più? non ricordo). Raffinatissima fotografa, dall’intelletto acuto ed elegante. Cicatrici comuni, interessi comuni. Quando la bellezza dell’accoglienza porta d esprimermi e a Lei invio lettere che mi “vengono” e ho scritto raramente. Come mai mi sono chiesta una volta? Perchè la conoscenza è a un livello invisibile, la comunanza c’è. Non esistono invidie, piccolezze e altro. Un incontro con una bella anima o forse abbiamo le stesse cicatrici e la comprensione è immediata.

Devo andare..ho un progetto in ballo.

Buona giornata.

Holly – particolare- Bach Flowers Project – cm100x100 – collage- 2015