Pioggia

Oggi parto per camminare con l’ombrello.

Ieri ero partita per camminare con l’ombrello e arrivare a casa di mia zia che è mancata ( meno male le ero vicino) venerdì scorso. Proprio ieri alle 22.20 pensavo: “E’ già passata una settimana e sembra ieri”. La percezione del tempo è sempre relativa: un secolo di attesa anche dell’ascensore se si ha fretta, giorni di un minuto quando la gioia è con noi.

Immersa nella polvere e in un mare di carte  scarabocchiate, quaderni con ritagli disordinati, riviste  che risalgono anche agli anni 80 e , per qualche ragione misteriosa, archiviati in un cassetto con forcine , spille da balia, sacchetti di chiavi, ombrellini ornamento da bicchieri da cocktail, scatole di rossetti mezzi usati , vecchi come il cucco ( ma stò “cucco” cos’è poi?? ma questo sarà un altro argomento! Ahahaha:-) Armata di guanti di plastica ( ma la prossima volta anche cuffia e tuta..) a cercare documenti.

Ricordo questa donnina . Una “raccoglitrice” si dice in gergo medico. Quelli che ormai presentano anche in tv in quelle trasmissioni assurde. Case zeppe di cose. Io credevo di avere smaltito tantissime cose in questi anni quando potevo muovermi per la casa . Invece no! Non avevo aperto gli armadi!!!

Quanta ricerca di punti fermi, che anima giovane che si dibatte nel non sapere dove andrà. Ancorata a quanto può essere utile, a quanto serve per identificarsi, per non perdersi, per ricordare e sentirsi  un pò più sicura quando deve affrontare il mondo. L’età avanza e il malessere viene arginato anche da varie difficoltà fisiche. Ricordo quando l’ho trovata inerpicata su una scala traballante , la tirai giù a forza,  intenta a stivare nell’armadio l’ennesima scatola di “calze rotte ma che potevano servire”- così scriveva sui biglietti attaccati sui sacchetti di plastica. Ora quando trovo le sue etichette mi intenerisco. La zia con i suoi armadi da mettere a posto sempre!

Questo tenere, trattenere, accumulare e poi non ci si porta nulla e magari, dopo una vita di lotte per “avere” ti accorgi, ormai troppo in là con gli anni che ti manca “essere”: le cose non creano identità , al massimo la soffocano in un ruolo.

Buona giornata di Sole!

L’immagine  fa parte del mio progetto fotografico: “Identity”. E’ una foto di un armadio a casa della zia ed è proprio Lei con i suoi armadi che mi ha ispirato! Grazie Zia!

 

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