Comunicazioni.8 marzo. Boh.

Ma scherziamo? Ma ogni giorno è diverso dall’altro. Stamattina il caffè è fuoriuscito dalla moka (ma perchè moka e non caffettiera? Perchè ferie e non vacanze? e potrei continuare). Dormito bene – grazie – Cielo azzurro – prego – no, è lì, inutile pregare.

Non ricordo il perchè del titolo, che ho dato alla bozza ieri mattina, lo lascio tanto è o stesso. ieri comunicazioni varie tra scatole di plastica, quintali di carta e vecchi elastici induriti intorno a  micropacchettini di  scottex con scritte illeggibili e dentro trovo pezzi di ceramica, bottoncini, ganci, babbi natali, cartucce secche d’inchiostro, chiavi di ogni tipo per serrature inesistenti. Foulards tutti ammassati in cassettiere, sempre di plastica, ma trapuntate e finalmente, delle foto.

Foto di tempi e di umori passati che mi fanno tornare ai soliti deliri contro e tutti e tutto di mia madre e invece, vuoi per forma o per “personalità elastica” la mostrano felice , elegante e bella. Vicino alle persone che nominava, nei suoi monologhi mattutini di fronte alla tazza di tè dove io, rannicchiata sulla sedia, pucciavo i frollini intimidita cercando di essere invisibile.  Le facce, mi pare,  sono come forme da budino in silicone.

Chissà forse queste compulsioni da rifiniture estetiche sono quasi d’obbligoBasta analista per la remise en forme interna. Rifacciamoci la glassa  che è meno faticoso oltretutto il costo non è spalmato negli anni ma è, comunque, inferiore. In entrambi i casi il risultato non è assicurato. Inconsci stirati da finti buonisimi risolutivi rispetto a chi ti ha massacrato per il “tuo bene”; sorrisi da buldog salivante bloccati da strati di botulino. Ahahahaha! Sempre comunicazioni finte, stereotipate dalla forma.

Facce impassibili che non sanno chi hanno di fronte cercano più o meno bene sentimenti contrastanti, insicurezze rabbie. Una vita buttata nel cesso. Dove comunicare è l’ultima cosa. Nascondere la prima. Allora penso: ma quanta cattiveria celano le persone? Non sanno nemmeno che è parte del loro essere, è un fugace moto dell’animo come la bontà. Sta in noi coltivarla. Così la maggior parte delle persone è un’appassionata coltivatrice di gramigna e anela alle rose.  Posso?. Minchia che palle. Io spesso mi annoio davanti a questi guitti della vita.

Pensieri mattutini, vari e spettinati. Ho appena preparato tutto per fare il pane. Cosa devo preparare per fare conoscenza con qualcuno? Acido ialuronico? Mi ricordo Antoine- mitico cantante degli anni 60′ saggiamente convertito velista dagli anni 80′:  ” se sei bello ti tirano le pietre..qualunque cosa fai..”

Oggi direi che Aragonite e Giada Lavanda sono due pietre adatte.

Aragonite per stabilizzare l’eccesso di attività mentale e per una certa ipersensibilità

Giada lavanda perchè infonde gioia e nel contempo aiuta a porre dei limiti ben precisi con le persone con le quali sei in contatto.

Smack.

Ah nel pomeriggio qualche storia sull’8 marzo? Naaaaaa. Mi sa che è troppo infestato.

 

L’immagine è Beech cm 100×100. Bach Flowers Project.

Beech serve per l’intolleranza… mi pare di esserlo giusto un filo:-)