1 mese oggi..

Un mese fa è mancata la zia Carla. ieri ero a casa sua ad aprire gli armadi e a buttare via i centinaia di chili di carta con i quali a riempito scatole e scatole che poi riempivano sacchi di plastica che riempivano altre scatole più grandi che riempivano , finalmente, gli armadi. La zia degli armadi da mettere in ordine ed oggi si scopre che erano perfettamente caotici, sporchi, pieni di carte e cose inutili – come i tendaggi degli anni 60, degli anni 70, degli anni 80 e vecchie coperte in vecchie valigie di cartone e , ancora, scatole piene di barattoli di vetro di conserve e barattolini di plastica di medicine: vuoti…meno male… Ieri pomeriggio un altro paio d’ore di delirio tra  gli abbonamenti del canone tv dei nonni, le loro bollette della Stipel ( Società Telefonica Italiana Piemonte E Lombardia…anni addietro…),  sacchi di spalline per le giacche e sacchi di sottobicchieri di carta e polvere e sporcizia e i ripiani tenuti su dal peso delle scatole sotto che, tolte le scatole sono miseramente crollati. Tutto instabile come quella mente contorta..chiusa nei sacchetti di plastica.

Tra le carte vedo una cartelletta con scritto “i Rompi” apro ridendo e cosa trovo? scritte del testamento dello zio di tutti i nipoti. Noi eravamo “I rompi”. Ma grazie. Grazie veramente. Tanto non potevo aspettarmi nient’altro. Ben cosciente dei tuoi limiti e del tuo aspetto , non eri proprio una bellezza…sapevi che l’unica cosa che ha fatto girare delle persone intorno a te sono sempre stati solo i soldi. Che pena. Non sei mai stata una persona buona, spesso acida, vivevi nell’invidia. Una bontà e una generosità formali: per l’approvazione. Ma è di tanti, è luogo comune.

Negli anni comunque ho imparato ad accettarti con il rispetto per una persona anziana che deve essere curata e seguita al meglio. Ho imparato la distanza emotiva come appresi a non chiedere mai  quando ero piccola.

In questo mese ho toccato la tua follia con mano. Le uniche cose riposte con un senso sono gli scritti d’arte messi in ordine dallo zio perchè tu non hai mai scritto nulla , nè terminato nulla che avesse un senso e/o un utilità.

Mi domando cosa avrà mai pensato nella sua vita mia zia? Come riusciva a proseguire durante tutta la giornata? Già, Mettendo a posto i fatidici armadi…una patologia che ti riempie le giornate e alla fine puoi arrivare anche a sentirti stremata!

Chissà quante volte avrai pensato quando venivo a trovarti e mi occupavo di te ” ecco una dei rompi” tanto lo sapevo fin da quando ero piccola che mi invidiavi perchè ero più bella, avevo gusto, etc, etc. Che brutto per me essere sempre vissuta così. Tu e tua sorella eravate simili nel cercare di farmi sempre male, di farmi sentire inferiore. mai un apprezzamento, mai un complimento. Ma che complessi di inferiorità! Ma che orrore trattare coì i propri famigliari! Che povertà d’animo! E non posso che ringraziarVi sapete? Care sorelle Bianchi: avete fatto in modo che io , giorno dopo giorno, pianto dopo pianto, imparassi a difendermi e a diventare autonoma.

Innocente come colomba e prudente come serpente.

E’ passato un mese e i miei sentimenti sono contrastanti. I ricordi di quella casa così bella e amata (non da te ma dallo zio) che mi fa provare nostalgia, la voglia di sentire quel buon odore che c’era, la luce sui quadri così belli, sui colori così eleganti. Il fetore della polvere degli armadi aperti che mi mette di colpo, duramente, di fronte alla tua realtà interiore: Quella più vera e profonda che ben dissimulavi. Una donnetta meschina, ossessiva che era riuscita a mettere via anche dei tappeti di plastica del bagno che, ritrovati, dapprima non capivo cosa fossero perchè erano cilindri duri come una clava e, tolta la carta da pacco che li avvolgeva, si sono polverizzati tra le dita nel tentativo di provare a stenderli. Sei stata a contatto con i grandi artisti, hai girato tutto il mondo, Hai partecipato a degli eventi importantissimi e trovo solo tappetini di plastica ammuffiti…Oggi non ho un bel ricordo di te. Mi spiace. Spero emergerà qualcosa di più luminoso in altri momenti.