cambiare il mondo= il mondo ti cambia

Così è? Non so. Però mi pare.

Un giorno chi, trafelato, cerca di cambiare delle cose, progetta, crea, insegna si ritrova steso in terra con il cuore ustionato. Mi arriva una telefonata dalla terapia intensiva del Fatebenefratelli del mio compagno delle elementari, nonchè amico caro.

Sempre di corsa per cambiare il Mondo. Insegnare ai ragazzi, curarsi dei suoi, progettare un quartiere, creare nuove prospettive sul Bosforo come nel deserto.

Proporre un’etica dell’uomo per l’uomo. Però sempre di corsa, una freccia sui frecciarossa e in volo. Sempre. Il Tempo : forse un nemico da gestire al decimo di secondo. il 25 maggio il compleanno. Pochi giorni di distanza l’uno dall’altro : sempre gli auguri reciproci anche se da due continenti diversi. Stamattina alle 8.00 un sms che mi raccontava che era ancora qui. inciampato nel suo cuore che, probabilmente pompava troppo ed era andato fuori giri, gli ha detto di fermarsi un momento altrimenti non gli stava dietro. Così tra poco vado a trovarlo appena uscito dall’unità coronarica. Non ci sono lesioni gravi. Meno male.

Ma adesso deve rieducarsi seriamente ad un tempo lento. Un tempo del quale discorrevamo al fresco, sotto il portico qualche estate fa quando veniva a trovarmi in Lomellina e mi raccontava di musei nel deserto.

La Lentezza e la sua Immensa sacralità.

Quella Lentezza che ti permette la libertà di gustare l’odore dell’aria mentre pedali tra i campi assolati o il turchese di una vetrina in città.

Quella Lentezza che  deve imparare o  ricordare alle cellule del corpo che ormai si sono dimenticate. Quella Lentezza che, in fretta, qualcuno pensa di riprendere alla lezione di yoga alla quale arriva trafelato e se ne va correndo.

Quella lentezza della quale io stessa mi accorgo e riconosco quando tutto “fila liscio” perchè è proprio grazie al “passo calmo” dell’animo che quello che si fa si compone con fluidità e serenità.

L’immagine è un particolare di Crab Apple cm100x100 della serie “Bach Flowers Project”