Guardarsi dentro? Basta una Tac?

Ma da quanto tempo non scrivo? Molto. Perchè? Perchè sono svogliata e anche leggermente sfogliata. Finalmente sono in vacanza in campagna e non ho rotture di scatole e posso pensare al mio lavoro. Così ho iniziato questo progetto “Guardarsi dentro”. Ho deciso che creo tele nel più “pulito” momento di verità. Guardare se stessi comporta accettare quello che si è, quello che “viene” come si suol dire. Comporta, per me, ora,  trovare come esprimere questo concetto tramite i collages e i colori. Così dopo molti pensieri e tanti tentativi  continuavo a girare intorno a tele che rifacevo , che non funzionavano che non avevano un senso. Poi , alla fine, come è sempre il processo creativo che impone i suoi tempi, è arrivata la soluzione più  chiara, più ovvia, più logica: non avevo il coraggio di accettare quello che veniva. La mente imponeva delle categorie lontane dall’esprimere il vero concetto, lontane dal mostrarmi come ero, attraverso le forme e i colori. Ero prigioniera di quello che avrei dovuto presentare , delle eventuali critiche, di quello che poteva arrivare dall’esterno e da come avevo sempre proseguito in questi anni. Influenzata anche da quattro imbecilli che, vendendo i primi nuovi astratti, si erano stupiti, abituati in questi ultimi 4 anni ai miei fiori (e così devi restare tutta la vita..). Imbragata dalla paura, semplicemente. Che si ripresenta più o meno densa ma alla fine, se vogliamo farla breve, sempre di paura si tratta.

Avevo impostato un pò di lavori per confrontarli . Quella mattina ho cambiato tutto: mi ero liberata dalla catene della paura. Sto lavorando molto bene perchè sto rappresentando esattamente come sono nel momento presente. Nel momento della creazione non mi faccio scrupoli e il collage si compone da solo: come fossi guidata dal Mondo Spirituale.

Così mi dico: basta una Tac. Basta l’osservazione di come ci si sente, basta guardare , come dire, in controluce. Così si esce dallaCaverna. Mi ero persa: due anni senza tregua. Forse troppo tempo immersa tra persone, a me piuttosto antipatiche, non ho avuto quello spazio per me vitale, che porta a stendere le idee come panni al Sole.

 

Il collage è “Guardarsi dentro 10” ( autoritratto) cm 90×90