Sarà che sedendosi…

Sarà che sedendosi si possono avere dei momenti particolari che potremmo chiamare illuminazioni? Per sedersi intendo mettersi lì e meditare. Quella roba che adesso inizia ad andare di moda e hanno occidentalizzato e formattato con il nome “Mindfullness”. Nata dalla Meditazione Vipassana ( Vipassana in Pali= vedere le cose come sono).

Sarà che sedendosi ci si rende conto della grande Verità percepita da Arthur Schopenhauer? Così quel librone per me è diventato sacro. Tanto dovunque lo apri trovi quel che cercavi proprio in quel momento. Tutto è sempre in contemporanea e tutto è creato da noi stessi. E non si può dimostrare. Però qualcuno lo sa. Meno male. E’ una bella facilitazione in questa vita e, viceversa, un’enorme difficoltà. D’altra parte noi viviamo nel dualismo ( ma si dice dualità o dualismo? Nella mia completa, barbarica  ignoranza non lo so e se mai l’avessi saputo ora  non me ne ricordo). Apprendo più dall’esperienza che dai libri e non amavo così Schopenhauer quando amavo sant’Agostino perchè non mi sedevo. In fondo sono sempre come San Tommaso. Non ci credo finchè non esperisco.

Sarà che sedendosi si accetta di vivere così come si è…in quel momento e, viceversa, ci si strugge perchè si vive proprio come si è in quel momento. Poi si vede tutto insieme e vien solo da ridere.

Sarà che sedendosi si arriva a ridere più spesso? Dopo un infinito periodo di rigore, tristezza e serietà sfinente, se si riesce, si va oltre. Purtroppo non sono così “avanti” e dall’ “oltre” vado avanti e indietro. Un pò come superare la Soglia e diventare amici del Guardiano. E poi ci sono i problemi di carattere e la famiglia. Perchè non si riesce a contenere tutto ed è complicatissimo vivere quando non trovi con chi condividere nel profondo tutto quel che fuoriesce . E condividere tutto non si può. Sto pensando a Nietzsche. Un dolore infinito per tutto ciò che aveva compreso. Anelare a una condivisione con qualche momento di gioia e ri- sprofondare nel dramma. Non era malattia mentale. Era troppo senza strumenti per una gestione decente. Avesse meditato, avesse avuto la possibilità di un ritiro di meditazione per provare!

Sarà che sedendosi… mmmm…non sono così costante in questo periodo e me ne rammarico. Lo vedo perchè appena mi siedo salgono pulsioni, compulsioni e pensieri negativi che iniziano perchè inizia il combattimento della mente che non vuole mai essere domata e preferisce rimanere il solito elefante imbizzarrito che è.

Tornando a Schopenhauer, prima di un tè caldo da divano domenicale ( affumicato. Il tè non il divano), avevo aperto stamattina il librone ( mistico) e ho letto a pag.296:

“Il godimento del bello, il conforto che l’arte può dare, l’entusiasmo dell’artista, che gli fa dimenticare i travagli della vita, unico privilegio del genio, il solo che lo compensi del dolore cresciuto di pari passo con la chiarità della conscienza e della squallida solitudine fra una gente eterogenea – tutto ciò poggia sul fatto che, come ci si mostrerà in seguito, l’in-sè della vita, la volontà, l’essere medesimo sono un perenne soffrire, in parte miserabile, in parte orrendo; mentre l’essere in sè quale semplice rappresentazione, puramente intuita o riprodotta dall’Arte, libera da dolore, offre un significante spettacolo. Quest’aspetto del mondo, puramente conoscitivo…è l’elemento dell’artista…Ossia egli medesimo è la volontà, che in quel modo s’oggettiva e perdura in continuo dolore…….Quella pura, vera e profonda conoscenza dell’essere del mondo gli si fa scopo di per se stessa: ed egli a lei si ferma”. Non diviene ella dunque per lui. un quietivo della volontà; non lo redime per sempre dalla vita, ma solo per brevi istanti….”

Sarà che sedendosi ci si stupisce meno e si sorride di più ma che dire di cotanta saggezza e meravigliosa sintesi di un sentire così divinamente descritto. Vado a preparare il tè. La Lepre Marzolina sta preparando i biscotti, Buona domenica.