Tempesta

Tempesta. Sgomenta. Spaventa. La nostra completa impotenza di fronte agli eventi climatici non riesce a farci pensare che qualcosa dobbiamo modificare. Rimettiamo a posto e proseguiamo. Appena termina ci dimentichiamo. Come fuori è dentro. Invece tutto ciò che  circonda la vista, la mente e il cuore dovrebbe essere strumento per fare qualcosa che sia un pò più in là del nostro naso.

Tempesta che ferma i trasporti ed eravamo tuti in fila perchè l’autostrada era chiusa. Il Turchino, che di turchino ieri aveva ben poco, era innevato  e la macchina dell’Autostradale era davanti a noi e si andava a 60 km. all’ora. Pensavo come la Natura e i fenomeni siano così lontani dalla nostra civiltà, eppure: “Solo gli inquieti sanno come è difficile sopravvivere alla Tempesta e non poter vivere senza” Emily Bronte.

Tempesta: in fondo una tensione agognata dall’inquieto. L’emozione forte che scuote.

“Chi di noi dà ascolto all’inno del ruscello quando parla la Tempesta?” Gibran.

E per finire: ” E’ durante la Tempesta che conosciamo il navigatore” Seneca. Forse volevo arrivare proprio qui. Mi pare una grande sintesi. Spazia dalla nostra interiorità all’Universo. Possiamo interpretarla, tradurla come vogliamo. Siamo capaci di fronteggiare l’imprevisto? Come affrontiamo il pericolo? Troviamo il momento di difficoltà utile per riuscire a vedere le cose da un altro punto di vista? Il cambiamento ci fa chiudere dentro noi stessi?

Tempesta. Questi pensieri variegati  ha provocato in me questa tempesta. Ero nel mezzo di una bufera e dovevo, volenti o nolenti, arrivare. Tirarmi fuori. Sono arrivata alla meta stanca ma contenta. Oggi il cielo, dove sono, di fronte al mare, è come lo vedete nella foto.

Buona giornata.

 

2 risposte a "Tempesta"

I commenti sono chiusi.