Bloom Style..

Non so, l’altro giorno ho pensato che questi flussi di coscienza sono da evitare. Non è un caso che l’unico mai stampato, seppur inventato, abbia fatto storia. Il “flusso” sembra chissà che dolore e quanta roba…almeno per alcuni…ma dentro è così per tutti. E’ ovvio che qualsiasi cicatrice alteri la pelle: quando la si guarda c’è un’inevitabile differenza. Non è levigata e racconta una storia ma la vita, ormai, ha superato quella boa.

Sul pullman ieri guardavo la Serra Morenica davanti  alle Alpi lucenti. Era una giornata tersa. Dopo salottini e leggerezze settecentesche, sfingi silenziose e il mio irrisolto enigma riguardo Hatshepsut, mi sono ricordata del raggio verde e di quanti ne ho visti in Atlantico quando traversavo con la barca. E vidi Rohmer dopo e ricordai come ero curiosa e, al solito l’unica e chissà cosa pensarono  gli altri componenti dell’equipaggio se mai videro il film. Cascate nella foresta e il N’goro N’goro ( Nogorongoro) esteso, silenzioso quasi brullo. Una sorta di “luogo”, il mistico inizio. Ad Agra quel compleanno a cena con un’insegnante d’inglese e il rosa del Taj che guardavo mentre ero al telefono con un uomo che aveva scoperto di essere innamorato di me un pò troppo tardi ed esistevano solo i telefono, quelli col filo. Quando in Cina incontrai l’uomo dalla barba lunga con il grillo in gabbia? Ho vissuto spesso situazioni che poi ho ritrovato sulle pellicole di alcuni film. Mi son sempre domandata se tutte queste coincidenze avessero un senso. Da giovane ero una spaccaballe  perchè mi piaceva  – sempre con entusiasmo –  condividere la mia esperienza personale e gli altri si scocciavano sempre e io ci rimanevo male. Cercavo condivisione e trovavo invidia ed ero così stupida da non capire io ero sempre così contenta di sentire le esperienze altrui ma le mie, forse per tanti, erano un pò speciali e non si fermavano all’avventura con i bigodini. Così smisi e tutt’ora non racconto mai e i miei viaggi rimangono miei. I ricordi , belli o brutti sono personali e spesso la mudita –  della quale racconta il Buddha –  la Gioia Compartecipe – è cosa rara. Eppure è così bello condividere le cose più belle. Così buona domenica di sole.

L’immagine, tanto per rifarsi a una Signora Bloom un pò sfasata, è  una sintesi di “ma da dove siamo venuti? Come ci siamo evoluti? Palazzina di Caccia di Stupinigi –  Galleria dei ritratti – Vittorio Amedeo Teodoro Duca d’Aosta – prima metà secolo XVIII