Sati-Upekka

Sati-Upekka. Consapevolezza – Equanimità. Ieri sono tornata da un ritiro. Con Neva e Corrado Pensa ( vedi http://www.associazioneameco.it). Diciannove anni che medito e solo da un anno pratico la meditazione in modo costante e quotidiano. Ci voleva l’ennesima fase di sofferenza profonda per questo. Questo è stato il primo ritiro (breve, solo 5 giorni) dopo la meditazione costante. E come dicevo ieri alla fine del ritiro: se non mi siedo mi pare di aver perso del tempo. Per la maggior parte di noi meditatori la cosa difficile è proprio la costanza nel quotidiano. Invece, proprio come ripete Corrado da sempre: la pratica è essenziale. Come ripete Neva , da sempre, fiducia nella pratica. Ed è così. ieri ho voluto ribadirlo anch’io perchè, se si fa, le prove sono tangibili. Adesso se non mi siedo, una volta nella giornata, mi pare di aver buttato via del tempo. E’ proprio vero che si ha un ribaltamento del punto di vista. Ma la meditazione è così: devi provare , devi essere perseverante. Allora avrai dei risultati tangibili. Allora capirai che è estremamente utile e conveniente per un reale benessere interiore.

Sati-Upekka. Eravamo 90. Quando iniziai a “fare attenzione al mio respiro” eravamo una trentina. Una bellissima cosa. Più il mondo si velocizza in modo superficiale più qualcuno sente la necessità di fermarsi un attimo per capire che direzione sta prendendo, per capire perchè è così affaticato, Per capire. Per imparare a volersi bene. Per imparare a vedere come stanno realmente le cose. E va bene anche partecipare ai ritiri, riprendere le fila della situazione e ricominciare con la solita vita dopo il ritiro. L’ho fatto per anni, con qualche seduta sparsa qua e là durata la settimana ( nei momenti più ispirati e alla fine di ogni ritiro) , qua e là durante il mese ( di solito). Per questo consiglio, come facevo io, di fare tanti ritiri:-). Il Shanga, il gruppo di meditanti è preziosissimo. Tutti insieme a lavorare sulla propria concentrazione. Concentrati sul naso, sulla pancia, sul torace. Questo respiro che esce e entra. Questo respiro che si allarga come un cielo, che si apre su un mondo immenso. La quotidianità è diversa. Ti ritrovi semplicemente più calma. Ti accorgi che non ti arrabbi più in macchina, che non sei più iper giudicante come prima e arriva un’intuizione molto semplice, molto chiara quando sei sul divano ad accarezzare i gatti e comprendi qualcosa e, ancora, come sempre, non puoi che ringraziare.

Sati-Upekka. Meditazione. E’ un altro modo di vedere le cose e semplifica molto la vita. L’indispensabile di ieri è il superfluo di oggi.

La foto l’ho scattata con Iphone l’altro ieri durante una camminata. Della meditazione camminata voglio scrivere a parte.

2 risposte a "Sati-Upekka"

I commenti sono chiusi.