Un passo, una scelta, un mondo.

Un passo, una scelta, un mondo. La meditazione camminata. La meditazione camminata che si alterna alla meditazione seduta è di tradizione srilankese e malese mentre la tradizione birmana, mi pare, non la preveda.

Un passo, una scelta, un mondo. La camminata è una pratica meravigliosa e voglio scrivere qualcosa a riguardo perchè molte volte mi è capitato di confrontarmi con altri ai quali proprio non piaceva o, pur affidandosi alle spiegazioni dei maestri, non riuscivano proprio a capirla.

Un passo, una scelta, un mondo. La meditazione camminata è come la meditazione seduta. Si sposta l’attenzione sui proprio passi e poi sul proprio passo. Si inizia come ci si sente, con un’andatura più o meno veloce. Personalmente sconsiglio di buttarsi subito in una andatura lenta o lentissima perchè diventa estenuante per chi non è abituato. Un andatura normale, con passo tranquillo concentrandosi sui propri passi per rallentare mano a mano, concentrandosi sempre di più sul passo in sè. Il piede che si alza, si sposta, si abbassa riappoggiandosi sul terreno e immediatamente o subito dopo, si alza l’altro e mano mano che si prosegue si riporta  l’attenzione, sempre più sottile e precisa,  al passo in ogni suo movimento. Chi mi “illuminò”, fu Corrado a Pomaia, c’erano le lire quindi era qualche anno fa. Forse era la mia prima camminata ( arrivavo dalla meditazione “seduta e basta”), giravo intorno a uno stupa. Non ricordo se Corrado fosse in giro per il giardino e ci osservava o chiesi un colloquio. Lui mi disse semplicemente: ” Bè non sono solo 3 movimenti no? Scomponi , osserva il passo”. O qualcosa di simile, mi disse, e io mi applicai. Iniziai a scomporre, a concentrarmi sempre di più, potrei dire…sull’infinito tempo presente? Può risultare comprensibile? Più si scompone più si comprende anche l’assenza del tempo, dell’infinito presente… ma queste forse sono cose un pò più complicate.

Proseguo con ordine:  si scompone, pezzo dopo pezzo, il piede nel suo movimento. Prima il tallone, poi l’arco plantare, poi le dita. Si alza, si sposta – di quanto lo si sposta? Decido la distanza in avanti, la provo – si appoggia. Cosa appoggio? il tallone, il centro del piede, le dita. Man mano che si prosegue e si riporta l’attenzione al passo –  esattamente come la riportiamo al respiro quando la mente vagola in giro – si apre un mondo. Pian piano il passo si rallenta perchè l’osservazione si fa sempre più sottile, mirata e mi permetto di dire che, almeno per la mia esperienza, osservare senza distrarsi è più semplice. Dalla concentrazione quel che è dentro spazia all’esterno. Entriamo nella sensazione più sottile di ciascun movimento, il terreno si percepisce in ogni sua minima asperità ma non è più terreno, come il passo non è più passo ma siamo tutt’uno. Ogni passo è una scelta. Ogni passo è un respiro, Ogni passo è un mondo, è il Mondo che vibra, nel suo perenne movimento, fuori e dentro di noi.

Anni fa feci con un Bahnte (Monaco) un ritiro lungo, lungo per me, quasi un mese. A tutti i praticanti-allievi, chiedeva durante il colloquio individuale, come andava con la pratica. “Come va la camminata?” – mi chiese-  ero estremamente restia a rispondere perchè mi sembrava ridicolo raccontare cosa mi succedeva. Alla fine ci pensai e mi dissi – ma chissenefrega, sono qua per questo no? –  magari per tutti è ovvio ma per me non lo era perchè la mia esperienza mi pareva un pò folle. Invece mi spiegò che “stavo vedendo con gli occhi della Mente” era una cosa rara. Così non ero folle. Un altro passo importante. Come sono state essenziali altre spiegazioni, durante gli anni di meditazione e gli intensivi perchè ti permettono di capire a che punto sei, ti permettono di codificare l’esperienza, di comprendere. Capii la concentrazione della camminata e compresi un’altro punto di vista, un’altra visione, esperienza diversa e uguale rispetto alla  seduta.  Negli anni, più di tutto, come dire, appresi – posso aggiungere “contemplai”? : l’Attaccamento. E qui si apre un altro capitolo e non posso trascurarlo perchè è importante.

L’attaccamento. Con le sue radici profonde. L’attaccamento che fa parte delle tue cellule e lo scambi per un tratto della personalità. L’attaccamento alle cose belle della tua vita, alle piacevoli, alle importanti, a quelle che ti hanno permesso un avanzamento. L’Attaccamento: una serpe velenosa che ti succhia energia e non te ne rendi conto. L’attaccamento: terreno fertilissimo per la manipolazione. E tanto, tanto, infinito altro.

Per 3 anni rimasi attaccata, come un’edera al muro, a quell’esperienza della meditazione camminata che feci durante quel mese. Ritiro dopo ritiro, camminata dopo camminata cercavo quell’esperienza. Passo dopo passo la mente tornava a quel desiderio e anche se lo scacciavo tornava e, soprattutto all’inizio non riuscivo a capire che era l’ Attaccamento che si prendeva tutto il suo tempo per consumarmi. L’Attaccamento che si trasformava in rabbia, in insicurezza..anche nel Dubbio ( che merita un capitolo a parte!).  Quando lo capii non fu facile eliminarlo. Ritornava sempre. Come torna un pensiero e lo osservi o lo etichetti, come fa qualcuno, e lo lasci andare  e torni sul respiro.   Si ripresentava inesorabile e l e mie camminate erano sempre inesorabilmente tese, faticose a volte proprio estenuanti. Alla fine se ne andò. Come? Fu un lungo lavoro ma un giorno successe. Puf! Mi accorsi della mia concentrazione, acuta, semplice, leggera, mi accorsi che ero nel mio passo e fui felice. la camminata va assaporata, va scoperta , semplicemente va praticata in modo rilassato. Senza quelle aspettative che si riconoscono nella nostra tensione che rispecchiano il nostro desiderio di riuscire.. ma di riuscire in cosa? La prima cosa è rilassarsi per avere , come dice sempre Neva: fiducia nella Pratica.

Un passo, una scelta, un mondo. L’infinito insegnamento della Meditazione è un privilegio. Grazie. Mi sento veramente fortunata.

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Ad Albino. Un’immagine del retro del bellissimo giardino dove Corrado&Neva tengono abitualmente l’intensivo qui da noi nel profondo Nord:-) e quando c’è il Sole , come fu in questi giorni magnifici, tra le siepi di bosso, sotto i tigli e i carpini neri, con i merli che saltellano nei prati, il Preziosissimo Shanga si distribuiva seguendo le orme del respiro.

2 risposte a "Un passo, una scelta, un mondo."

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