Arte imbalsamata

Arte imbalsamata. Perchè questo titolo? Tante ragioni. Mi pare che l’imbalsamazione sia molto di moda. dall’imbalsamatore del rewgista Garrone  – che adesso è passato al canaro – a Damien Hirst che ama inserire gli animali a pezzi nelle sue teche ( amo molto l’artista, non è una critica ma una constatazione) con effetti, peraltro, meravigliosi. Ci possiamo spostare a Cattelan che taglia i cavalli e li inserisce nel muro: da una parte il posteriore dall’altra il muso o Carsten Höller che ripropone animali con varie fattezze, imbalsamati ( la serie dei pesciolini) o in polipropilene con pezzi di animali inseriti come zoccoli di cervo o peli della coda della giraffa.

Arte imbalsamata tutto ciò avrà un significato no? Altrochè! Almeno, questo è il mio parere. L’Arte è espressione del tempo in cui esiste, quindi questo è il tempo della morte, del finto, del virtuale. Chi propone per rendersi conto di come siamo dentro e fuori e taglia e mette in mostra. Chi propone con ironia l’acquisto di qualcosa di morto. Ormai il collezionista è capace di spendere milioni per un cavallo imbalsamato o decine di migliaia di euro per un misero pesciolino in una teca. Magari tra 10 anni entrambi saranno da restaurare: il pesciolino puzzerà e il cavallo, a forza della polvere e delle spolverate delle serve sarà spelacchiato e certo non ricorderà le natiche possenti dell’affresco di Pisanello a Verona o quelle quasi metafisiche del De Chirico.

L’Arte è imbalsamata. In se stessa, nel mercato, nei giochi di potere sterili. Non c’è un punto di vista. C’è, come per tutti e tutto un posizionamento preciso. L’Arte è così ora: espressione della globalizzazione. Si scopre come ricordare, cosa rifare, cosa è realmente virtuale. L’Arte è espressione dell’ Effimero e al contempo, del Monumentale. L’imbalsamazione può essere interpretata come un monumento. Fissare un ricordo, un tratto di vita con un episodio importante: la caccia alla belva del povero Macomber…l’ironia monumentale di Cattelan: una satira disperata? Non so perchè ma la paragono alla famosa strafottenza di Bacon.

L’Arte è imbalsamata perchè facciamo quelli che vivono ma in realtà sappiamo bene che stiamo sopravvivendo alla nostra autodistruzione. E cosa c’è di più perfetto che questa metafora dell’imbalsamazione per rappresentare il nostro tempo?

Animula vagula  blandula
Hospes comesque corporis, 
Quae nunc abibis in loca 
Pallidula  rigida  nudula, 
Nec, ut soles, dabis iocos…

Piccola anima smarrita e soave,
compagna e ospite del corpo,
ora ti appresti a scendere in luoghi
incolori, ardui e spogli,
ove non avrai più gli svaghi consueti.

P.Aelius Hadrianus, Imp.

L’immagine è il cavallo di Maurizio Cattelan. L’altra, qui sotto,  è il pesciolino di Carsten Höller. Più sotto la meravigliosa opera di Damien Hirst ( mancano i due ladroni ma non ho trovato l’immagine completa).

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