Nulla è automatico.

“La felicità non arriva automaticamente, non è una grazia che una sorte
benevola può riversare su di noi e un rovescio di fortuna può toglierci.
Dipende solo da noi. Non si diventa felici in una notte, ma dopo
un lavoro paziente, portato avanti di giorno in giorno.
Il benessere si costruisce con la fatica e il tempo.
Per diventare felici, è se stessi che bisogna saper cambiare.”
Matthieu Ricard.

Mi pare sia proprio vero. Nulla è automatico. La Felicità la costruiamo dentro noi stessi. Non è solo un momento di esaltazione ma una serenità profonda della quale non ci si accorge più. Magari quando sorridi per il profumo di gelsomino che invade la casa la sera e ti accorgi che è un privilegio goderne e apprezzarlo. E così ti scuoti e ti dici che forse quella bellezza rotonda e solare che senti nel cuore è la felicità. Quella roba che ti accorgi di emanare quando la gente ti guarda stupita perchè hai un sorriso impastato in faccia e trovi il mondo meraviglioso e rispondi con gentilezza alle persone. Ti vedo in una vetrina ed esclami ” Oh santo cielo ma va che roba. Mi prendono per deficiente o fuori di testa”. Purtroppo è così. La felicità è dei Maestri i quali, se per caso non hanno il sorriso impastato vengono screditati a loro volta. Come la solito.

Più che cambiare direi che più conosci te stessa/o più ti rendi conto che siamo tutti molto, molto simili e come tante cose ti fanno sorridere, quando perdi la pazienza o succede qualcosa ne risenti molto di più di altri. Questo è il mio caso.

L’altro Giorno a una rotonda uno al telefono non mi ha dato la precedenza e poi ha frenato di colpo sulle strisce per far passare le persone. Ero così spaventata che ho stra-suonato e una passante che non sapeva della precedenza non rispettata mi urla dietro. Io tiro giù il finestrino e gliene dico di tutti i colori in malo modo dicendo che non ce l’avevo su con Lei (poveretta, vorrei chiederLe scusa!) ma Lei non poteva sapere. Proseguo letteralmente sconvolta per il mio inutile scatto d’ira. Ci penso per giorni. Mi spiace per la signora avvolta da improperi da camionista. Mi siedo, ci lavoro e alla fine son qui anche a scriverne. Un normale guidatore dopo la rabbia avrebbe proseguito senza un plissè e la sera non se ne ricordava più. In me ha risuonato per alcuni giorni. E’ stato un fatto che focalizzerà ancora di più la mia attenzione sulla rabbia compulsiva, sull’essere nel momento presente e davvero rendersi conto in tempo reale della propria emotività, dei fatti che succedono intorno a noi e come ci fanno risuonare.

Devo dire che per altre cose sono molto, molto migliorata. Mi fido molto di più delle persone, mi preoccupo molto meno di tante cose e forse alcuni direbbero che sono diventata più fatalista. Forse è proprio vero tanto come dice il Buddha: ” se puoi fare qualcosa, perchè ti preoccupi? Se non puoi fare nulla, perchè ti preoccupi?”.

In ogni caso proprio ogni “fatto” diventa sempre più oggetto della pratica quotidiana della consapevolezza. Se dovessi dire a che punto sono direi all’inizio ma anche all’inizio la perseveranza fa stare molto meglio.

L’immagine è un particolare di frottage da “Histoire Naturelle” di Max Ernst.

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