Pioggia mattutina.

Pioggia mattutina. Mi sveglio anche questa mattina. Presto. Nel silenzio assorto dell’alba, intenta a preparare il giallo del Sole che sorge. La pioggia intensa batte sul selciato, la grondaia della casa accanto perde e fiotti d’acqua suonano il rame.

Pioggia mattutina. Mi sento protetta. Ogni volta una protezione di chiffon, leggera e avvolgente, mi emoziona. Mi sento protetta perchè sono in casa con un tetto sulla testa. Mi domando cosa scatti in me – qualche ricordo di vite passate? – per sentirmi così protetta e ringraziare per questa protezione. “Nessuno mi può portare via da qui!”. Questo pensiero, un pò ridicolo per molti suppongo, emerge misterioso e la contentezza della vittoria sul male mi riempie il cuore.

Pioggia mattutina. Stamattina ho aperto la finestra sulla grande betulla grondante, il piccolo praticello dell’aiuola verdissimo e le rose piegate dall’acqua.  Che meraviglia. Che meraviglia essere in casa e poter guardare fuori. Poter scegliere di fare quello che voglio e avere anche la possibilità di assaporare questo bellissimo temporale di un mattino d’estate.

Pioggia mattutina. Rimango incuriosita di come si assapora – lo scrive bene Primo Levi nel suo meraviglioso libro “il sistema periodico” – la libertà dal dolore passato, ricordando seduti alla scrivania. Non riporto il passo perfettamente ma il senso è questo. Chissà cosa ho vissuto e non ricordo. Ricordo la violenza psicologica ( e anche altro..) sin da piccola –  ma quella era normale amministrazione – non conoscevo altro che quella. Non ero una bambina in strada ero una bambina in un’infelice famiglia borghese, la violenza era sottile e palesemente celata, tanto per usare un ossimoro. Non so. Non ricordo ma non importa perchè assaporo la gioia di questo momento presente perchè sono libera e protetta. E non posso che ringraziare e ringraziarmi.