METTA

Il termine Mettā della lingua Pali, maitrī in sanscrito, significa benevolenza, gentilezza amorevole, amichevolezza, buona volontà, e interesse attivo per gli altri. Rappresenta il primo dei quattro sublimi stati brahmavihara e uno dei dieci passi pāramitā nella scuola del Buddhismo Theravada.

La Metta. La gentilezza amorevole. Essere gentili con se stessi, accettando come siamo ed essere anche gentili con il proprio corpo. Quante volte ci diciamo, se ci fa male una qualche parte di noi o ci crea sempre dei problemi ” maledizione, ancora? questo cavolo di gamba, occhio, pancia..non mi lascia mai in pace..eppure qualche cosa l’ho fatta..” Cosa hai fatto? Non hai fatto abbastanza per te stesso/a! Non hai amato a sufficienza il tuo corpo.

Il Nostro corpo siamo noi! Senza questo involucro noi non saremmo qui!! Il nostro corpo. Come mai appena non funziona, spesso, diventa quasi un estraneo? Il nemico numero uno? Come possiamo pensare per qualunque cosa, se non la trattiamo bene, in modo amorevole, con attenzione, come possiamo pensare che risponda sempre in modo gentile? Imparare ad amare noi stessi e, prima di tuto il nostro corpo. Accarezzare una parte dolorante, parlarci e pensarci dolcemente. Focalizzare l’attenzione, con dolcezza, su quella parte di noi che non funziona bene: è il primo passo verso la vera autoguarigione. E’ necessario farlo con convinzione ovviamente. In modo automatico della seria “Cià, proviamo anche questa.” Non porterà ad alcun risultato, anzi.

Iniziare a pensare che noi siamo il nostro corpo e che , come ci infastidiscono tante cose, scorrettezze, invidie, cattiverie..anche il nostro corpo ne è infastidito. Ancora peggio quando noi stessi lo trattiamo come un estraneo, non lo ascoltiamo quando, disperatamente, ci comunica, a modo suo, che qualcosa non va. Il male allo stomaco, alla gola, al ginocchio.

Ma come dovrebbe farci capire che non stiamo funzionando e stiamo iniziando a stare male da qualche parte?

Via mail ?  ” Ciao! Sono il tuo corpo, scusa se ti disturbo, preso come sei da tutte le tue elucubrazioni mentali, ma sono stanco e lo stomaco ti sta facendo male perchè c’è una bella ulcera da stress. E’ mese che te lo segnalo ma tu mi dai sempre quelle pasticche che hanno provocato solo un intasamento del fegato. Per favore puoi curarti in altro modo? Fai un paio di lastre? E poi ti prego ascoltami quando ti avviso. So che spesso non mi sopporti e devo stare in silenzio ma se mi rivolgessi una parola gentile ogni tanto mi farebbe piacere. Ti ringrazio e rimango a tua totale disposizione come sempre”.

Ecco qui. Volevo comunicare, a chi come me, non ha mai fatto caso a se stessa/o da questo punto di vista, che ci sono arrivata – meno male con la testa, la meditazione, la Metta  –   la  vita ha preso proprio un’altra piega. L’Amore per noi stesse/i da veramente ottimi risultati, inimmaginabili, incommensurabili.