Invidia.

Invidia. Ma quanto è brutta e meschina l’Invidia? Ma quanto ne ho sofferto e ogni tanto ricapita? Non è vero che ci si fa forti con l’invidia degli altri addosso. Per forza di cose si va avanti ma l’invidia, specialmente non consapevole, toglie energia, allontana le persone, genera tristezza, trita speranze.

L’invidia a radici così profonde e nascoste e robuste, come la gramigna, che, spesso, chi prova invidia non se ne rende conto . Ma l’invidia agisce, inesorabile e chi la riceve magari, l’aveva già riconosciuta ma l’aveva accettata nell’altro – riconoscendone le virtù e le qualità dell’animo –  e il valore dell’amicizia, così cara, preziosa e rara aveva fatto in modo che quell’invidia, sempre così dolorosa, anche se manteneva inevitabilmente il suo posto nel cuore dell’amico/a, rimanesse un pò invisibile, scostata,  così da non stare male. Anche la meditazione insegna a vivere nel positivo!

Tanto prima poi passerà, l’affetto prevarrà. Invece no. L’invidia si fa strada premendo sulla ferita più profonda, condivisa – ingenuamente – con l’amica/o che intelligente e affettuoso/a non si è certo dimostrata/o, anzi!

la mia esperienza per un periodo abbastanza lungo di qualche anno è stato densa. Ciliegina sulla torta: una trafila di mail senza scuse (mai una chiamata) sino alla mail finale dove mi si chiedeva scusa per il tono ma comunque aveva ragione lui/lei. Ero io ad avere frainteso… e qui ho deciso di chiudere.

E’ la sfumatura che conferma il tutto, con parole impacciate, sms ridicoli, video, continue conferme: Excusatio non petita, accusatio manifesta.

Passerà, spero,  ma oggi il mio dolore la dipinge solo come una persona saccente e un pò piccola, come se quasi l’avessi forzata ad aprirsi ad altri valori. C’era qualcosa che mi risultava pesante, qualcosa che non andava, sottile ma  importante: era l’invidia che, anche se celata, traspariva qua e là come rifrazione del sole su un cristallo.  Mi domando come mai ho accettato questa invidia come parte del carattere di questa persona. Ho sempre accettato questo dolorino fastidioso. Ma in nome di cosa? Perchè sono rare le persone intelligenti e dovevo accontentarmi? Ma perchè questa disistima per me stessa? Perchè tutta stà bontà e accettazione che è stato solo farmi male eeeeehhh minchia, che palle!!

La mia più cara amica non è così, anche gli altri pochi amici , veri, che ho. L’invidia la si sente subito e fa sì che l’animo chiuda un pò l’uscio perchè non si sa mai…dall’alto della mia bontà/ego ho sempre pensato che prima o poi passasse…già, non è la prima volta! Invece non passa mia. L’invidioso è così e così rimane. Quando questa ferita sarà cicatrizzata magari sentirò questa persona. Non sarà più come prima ma andrà benissimo così. Ci vuole anche questo.

Qualcuno mi ha fatto notare che ho la dote dell’umiltà, perchè ho sempre il coraggio di chiedere scusa e anche questa pare sia cosa rarissima. A me pare così ovvio, se sbaglio mi cospargo il capo di cenere e vado a Canossa no? Magari passo anche per Felino a mangiar pane salame e vino! Sono solo 40 kilometri! Come si fa a non chiedere scusa? E’ così ovvio, certo può essere faticoso ma la leggerezza che ne deriva, la verità che ripulisce tutto è incommensurabile.

Scusate l’ironia culinaria, scrivendo mi passa la voglia di “leggermi” così pesante. Tutto passa e in fondo questo è l’ennesimo nulla dell’Ego. Ci sono rimasta male, sì certo, ma  le cose sono cambiate e probabilmente dovevano cambiare, era necessario un assestamento. Era necessario che vedessi come, anche in questo modo, è come se mi disprezzassi un pò, assoggettandomi a chi mi fa male, non c’è ancora sufficiente amore per me stessa. Tutto è andato come doveva andare e va così, va bene così.

Domani è un altro giorno. Tra poco sarà Natale. Meraviglia!