Mercoledì acquattato.

Già, un mercoledì, milanese, acquattato. Per me una pacchia. In studio tra le carte veline e sovrapporre colori senza alcun contatto con l’asfalto della strada. Anche l’animo risulta acquattato. Quel semi-letargo non sonnacchioso ma in osservazione.

Durante l’inverno si osservano le piccole cose interiori. Da dove nascono i malesseri, per esempio, che di solito nascono con una loro progressione più o meno lenta e poi affiorano con le modalità specifiche di una persona: una compulsione ( acquisto, cibo, bere, etc), una rabbia immotivata (lo è sempre..) verso qualcuno ( e non ci rendiamo conto che è sempre verso noi stessi…).

Ieri hi rivisto un’amica cara alla quale voglio stare vicino perchè ha deciso di intraprendere un percorso serio per togliersi dalla sua dipendenza. Una dipendenza grave che  per rispetto di lei, non voglio specificare. A lei parte la compulsione e non si frena. Quella compulsione nasce da un malessere e lavora in progressione…pian piano si moltiplica fino, nel suo, caso, a sbottare nell’atto compulsivo incontenibile e, inizialmente giustificato dal solito “machissenefrega..ancora oggi e poi basta” e così via.

La mente sostiene tutti i nostri malesseri. La mente diventa un vero e proprio demone che approva tutte le cose che non vanno bene e cerca sempre di smantellare tutto ciò che ci sforziamo di fare quando decidiamo di provare a volerci bene. Incredibile.

Ne sono consapevole, osservo, ho osservato e proseguo. Acquattata, in un angolo, guardo le mente e come si svolgono i pensieri che si ingarbugliano e si auto giustificano continuamente. Così la maggior parte delle persone passa la vita in mezzo ad un’intrico sempre più complicato senza riuscire a ripulire nulla dentro di sè per far luce su un centro che è di una semplicità sconcertante ed ha il ritmo delle stagioni e per questo ci fa bene stare a contatto con la natura: ritroviamo delle radici che dentro di noi non sappiamo di avere.

Oggi più che mai i ragazzi. Leggevo del più giovane allevatore del pavese,  21 anni, che ha fatto, felice, questa scelta. Oggi lo leggevo sul Corriere: una mosca bianca. Leggevo anche di un manager importante, non ricordo più di quale azienda internazionale, che ha lasciato twitter perchè si arrabbiava troppo. Meno male..arrabbiarsi con uno schermo pieno di parole vuote.

Viviamo sempre di corsa, sempre dietro a qualcosa ma non sappiamo bene cosa. Lo scrivo sempre. Oggi sto acquattata, felice di non dover correre, nel completo silenzio dei colori e dei pensieri, delle attese. Quello strano, fascinoso respiro che ha l’attesa. Quando si rimane sospesi sull’attimo e si sente l’enormità della formica.

 

La foto è di sabato mattina, abbastanza presto (il Sole sorge alle 8.00), ero in macchina..non ho potuto resistere. Per qualche giorno lasciavo l’orizzonte.

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2 risposte a "Mercoledì acquattato."

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