Il titolo, oggi, non lo so ancora.

Il titolo, oggi, non lo so ancora. Non lo so ancora perchè ho pensieri diversi che si incrociano.

Inizierò con il primo che riguarda la forma fisica e il tenersi in forma in palestra, chi si tiene in forma e quanto la cosa, a volte, ma questo è il mio parere, venga esasperata. Probabilmente anche da me che mi sono iscritta ad un sito per monitorare cosa mangio, le percentuali di macro  – non sapevo cosa fossero prima – carboidrati, proteine, grassi sono i Macro! La tribù di componenti nutritivi che procura energia o ciccia sul sedere!

Ho imparato un pò di cose e tengo un diario alimentare e degli esercizi giornalieri. Leggo saltuariamente la pagina Home e vedo postate le immagini di ciò che gli iscritti mangiano, di loro stessi con i muscoletti, il peso e i commenti.

Fin qui tutto bene..sino a ieri. Ieri mi è parso di leggere una vuotezza e una disperazione nascosta dagli aminoacidi. Apro Home e leggo, da parte di un coach, molto gettonato che sa tutto di Tdee ( o come si chiama e di % di energia, etc): “Domenica, giornata inutile da secoli. L’unica cosa sensata è il cibo”. Ragazzi che delusione. I commenti, le misure delle circonferenze delle braccia, delle cosce, la presenza costante di alcuni che commentato tutto il giorno ( così pare dalle “comparsate” su tutti i profili) e questo pensiero, mi fanno pensare che molte di queste persone sia un pò disperata.

Perchè una giornata inutile? Si sente così solo da compensare la fatica immane di non mangiare delle settimana, da abboffarsi e non sapere cosa fare? Al di là del muscolo e dl saper stare da soli, la domenica è un meraviglioso giorno di pausa per fare delle cose che piacciono… sciocca io: su un sito così al di là della forma fisica … ma non mi pareva così. Tutte le mattine , verso le sei, quasi tutti postano il loro peso. Così oggi – direi lunedì alleluia?!!  – per tanti ricomincia la grande motivazione settimanale..in attesa della agognata giornata inutile dove ci si può abboffare. Ma che tristezza.

A settembre volevo farmi seguire bene, da un coach e magari iniziare uno sport serio come un’arte marziale. E’ certo che se dovessi incrociare uno che pensa così – che a me pare un depresso di fondo – non lo sceglierei come coach! Ho percepito una solitudine devastante, una persona molto sola, chissà forse solo un semplice narciso che con se stesso sta benissimo… Non so, in fondo non mi interessa più di tanto, soltanto avevo un’altra idea riguardo i salutisti e gli amanti del fitness, per me è partito tutto da un grande benessere fisico e psichico e gioisco per le domeniche, specialmente quando sono piene di Sole. So solo che su quel sito ormai la mia pagina è privata e lo uso come diario. Un’altra volta una ragazza si è postata… troppo bella per non essere massacrata dalle altre che, per la maggior parte, sono tutte molto piccole ( max 145cm di altezza) e si postano in tutte le pose possibili. E che giudizi cattivi e gratuiti!!

La scoperta del “fantastico” mondo del fitness mi fa pensare a dei cervelli da vongola che lottano per ampliare la conchiglia, mostrare tatuaggi e bicipiti e piercing all’ombelico. E questo mi sembra tutto.

Proseguo con il secondo che riguarda la bellezza della primavera del mio cortile , bellezze che ho curato ieri ( durante la domenica inutile) e stamattina vado a rivedere e fotografare. Ma che meraviglia sono i fiori del vecchio pero? Ma quante pere nasceranno quest’ anno? Ma quella primulina fiorisce ogni anno sempre più bella! E le camelie? Silenziose, eleganti, avvolgenti, ai piedi sono contornate dai timidi mughetti – stanno sbocciando – quasi ci siamo davvero con la nuova stagione.

Così ieri ho concimato, ripulito, amato le aiuole e il loro riordino. Poi ho scritto, corso, letto, meditato: una domenica meravigliosa, come sempre.

Qui di seguito le foto del mio piccolo giardino: primulina, camelia e il timido mughetto.

L’immagine di copertina sono i fiori del Pero.

 

“Non mi manca quello che pensavi di essere ,                                                                          mi manca quello che pensavo tu fossi.”        Alda Merini.

 

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