Mi arrabbio troppo.

Mi arrabbio troppo. Mi arrabbio troppo.

Mi arrabbio troppo. Non vorrei più. Lavorerò su questo impulso improvviso, eccessivo se qualcosa non funziona. “Maga Buriana” così mi ha soprannominato la mia più cara amica.

bu-rià-na : tempesta breve ma intensa; confusione, trambusto

Probabilmente dal latino: borea tramontana; ma per delle incertezze nella derivazione fonetica, si contropropone un’origine dal turco: buran vento turbinoso.

Nei giorni di fine primavera o durante l’estate non è raro che in un attimo, all’improvviso, si spalanchino le cateratte del cielo – fulmini che squarciano il cielo, tuoni che fanno tremar la terra sotto i piedi, nuvoloni che paiono mostruosi arieti neri, e un ventaccio freddo che fa piovere per orizzontale. Per un quarto d’ora. E poi te ne resti mézzo, con i libri ridotti in pappa, a domandarti se saggezza è portarsi l’ombrello anche quando c’è il sole – aspettando di asciugarti.

Per estensione qualunque litigio burrascoso, qualunque chiasso che lo senti anche dalla strada diventa una buriana, un trambusto turbinoso, un gran vociare.

Un giorno di tanti anni fa qualcuno mi disse che ero come la Buriana ( giocando con il mio cognome). Adesso mi rendo conto che era vero e, purtroppo lo è ancora! Allora non me ne rendevo conto adesso anche: una tempesta di vento che si alza sconquassa tutto ciò che ha intorno e poi se ne va.

Così ieri è uscita Buriana. Per un nonnulla mi sono scatenata: il muratore ha lasciato l’acqua in cortile aperta perchè era uscito ed io, invece di farglielo notare, di stare attento –  forse abituata alle maestranze gnucche – gli ho urlato perchè anche lui era così, che se ne fregava, che a casa sua non l’avrebbe mai fatto ma qui, con quella che lo pagava – oltretutto donna –   doveva dimostrare che era superiore, ho iniziato ad inveire che non potevano lamentarsi perchè erano una categoria di bestie e quelli intelligenti andavano avanti, etc.

Buriana si era scatenata per la grande delusione: due muratori bravi e coscienziosi e uno che cade in questa piccolezza. ” Ma non cambiano proprio” – devono dimostrare la “forza”… Buriana ha iniziato a soffiare, uscendo immediatamente in bicicletta altrimenti li avrebbe cementati da qualche parte.

No, così non va. Ho preso i miei fiori di Bach e credo che la meditazione debba lavorare intorno a questo problema che, probabilmente è un Marte in Ariete molto , molto, impetuoso in ottava casa.

Oggi dirò loro che mi è spiaciuto (anche se avevo ragione il modo di dirlo non andava assolutamente bene), okay okay, ma passo la vita a chiedere scusa anzichè anticipare. E la meditazione, mi chiedo, se ci lavoro, mi aiuterà molto. Come mi aiuta riguardo al giudicare, in generale: sono molto più tollerante, sì, in testa emetto giudizi che vengono eliminati con umorismo ( eccolo qui che è arrivato! ma basta.. e ci sorrido).

Buriana no. Buriana è pura compulsione. La Buriana sale come sale la voglia di ingozzarsi dell’obeso di fronte al bignè o al timballo di maccheroni. Buriana ha la forza delle lingue di fuoco dei draghi dei quadri allegorici. La Parola taglia come un kriss malese. Dietro di me la devastazione: difficilmente recuperabile, purtroppo. Mi ricordo una volta: mi scatenai contro una persona, scrivendole tutto ciò che pensavo di lei. Non era stata chiara, aveva quel modo di fare poco chiaro, quel tratto borghese odioso con i soldi “Non ti preoccupare siamo amiche no?” E zacchetè che ti sparano cifre amichevoli- astronomiche. Così insistetti per sapere esattamente i costi prima del lavoro e lei infastidita da cotanta insistenza, così poco chic, non voleva proprio darmi, ma nemmeno un’ipotesi di costi…..e così Buriana si scatenò. Una mattina primaverile, qui in campagna, dopo il caffè, si sentì un lungo sordo boato, Un nuvolone grigio scuro basso, dalle mille sfumature,  un cielo di Munch invase d’improvviso la sala e le dita iniziarono a digitare una lettera feroce. Buriana, come Attila, dietro di sè lasciò la devastazione. Non fiamme ma sale grosso sparso a dovere: non crebbe un filo d’erba, la comunicazione si bloccò e forse la tipa, già sul depresso cronico, affondò in un abisso. dal quale , mi dissero, si sollevò alla grande. Ovviamente Buriana, subito dopo l’invio si calmò ma ormai il tasto era stato schiacciato. Il modello Bambi che uscì dopo l’uragano, con il coraggio di sempre, provò a scrivere un’altra missiva dove si sperticava in scuse infinite ben sapendo che dopo Buriana..après moi le déluge.

Buriana direi che va domata. Iniziamo da adesso. Grrrr:-)

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