Rivoluzione.

C’è una rivoluzione che dobbiamo fare se vogliamo
sottrarci all’angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni
in cui siamo afferrati.
Questa rivoluzione deve cominciare non con le teorie
e le ideologie, ma con una radicale trasformazione
della nostra mente.
Tratto da “Di fronte alla vita” J. Krishnamurti

E’ così. Un lavoro che corrisponde alla nostra vita e richiede, pazienza, disciplina, moralità cristallina.

Più si prosegue con la meditazione più, questo e ciò di cui mi sembra di rendermi conto, anche il corpo domanda imperioso una disciplina. Comincio a capire perchè, enzimi o no, gli alcolici sono sconsigliati. Portano, anche in quantità normali, un’alterazione della percezione che non si desidera e anche malesseri e ottusità. Così come il cibo che è meglio diminuire. Comprendo perchè il Buddha diceva di mangiare sempre 1 volta al giorno e prima di mezzogiorno. Si sta meglio mangiando meno anche se il piacere della compagnia mangiando e bevendo insieme è sempre, al momento, piacevole. Lo è lo stesso se non si gozzoviglia. Stamattina racconto di come una certa disciplina sia necessaria ma, lo capisco e lo vivo – a volte con imbarazzo – porta sempre a dover spiegare perchè si preferisce una cosa anzichè un’altra. Ho trovato la soluzione: problemi di salute. Dal colesterolo alla tiroide, alla glicemia, le giustificazioni sono tante e si può scegliere senza scontentare nessuno. Mi piace scriverlo qui perchè non legge nessuno. Suppongo, ma lo avevo già scritto, che ci siano ancora persone convinte di diventare pubbliche se aprono un sito o un blog… Anche chi clicca  like lo fa di default, perchè il like arriva dopo un nano secondo dalla pubblicazione.  Dall’Alpi alle Piramidi dal Manzanarre al Reno sto pensando con terrore al fatto di dover uscire a pranzo settimana prossima – milanese – quasi tutti i mezzogiorni e verrò sottoposta al “niente vino?”, “ma sei proprio in forma”, eccetera , eccetera, eccetera. Più proseguo più sento – adesso è un problema che si risolverà – il dramma di essere sentita come un pò diversa, speciale, una che può darti qualcosa o che ha il  coraggio (e il privilegio di essere se stessa). Cos’ mi sento radiografata con i classici “Come stai?, Come va? Cosa stai facendo adesso?” Fottiti  – direi gentilmente –  cosa vuoi da me? Cosa vuoi succhiarmi energia perchè sei insoddisfatto/a? Il punto di vista che, dopo l’ennesima lezione, mi guardo bene di dare? Spero di farcela per lo meno. Dipende dal livello di “piagnucolio interiore”  della persona. Adesso ho capito che la cosa più semplice è parlare di disciplina. La gente scappa a gambe elevate e la distanza si crea subito. Prima era un cercare di avvicinare ad una linea  – per una maggiore serenità – morbida e accogliente. Adesso basta. O ti prendi cura di te con l’osservazione di quello che fai e pensi, con una disciplina e pazienza costanti oppure è inutile e le giustificazioni sono inutili. E così comincio a diventare un pò antipatica e menosa. Mi sono resa conto che veramente si è più sottili e ricettivi. Si sentono le cose in modo più profondo e si percepisce chi si ha di fronte nello stesso modo e nello stesso modo difendo e rispetto me stessa. Non sono brava, sono alle prime armi. Direi all’asilo. La mia mamma interiore mi difende:-). Una radicale rivoluzione della mente: penso che sia così. penso che tutti aspirino all’Illuminazione senza rendersi conto che i cambiamenti – indipendenti da qualsiasi illuminazione (alogena o a led è lo stesso) – non potrebbero mai avvenire improvvisamente. La mente non reggerebbe e forse nemmeno il corpo. Ma la maggior parte delle persone  – completamente inconsapevole – proprio non se ne rende conto e sogna di capire tutto in colpo, di levitare dal tappetino ma senza lievitare a suon dei bignè alla crema e salamini di Varzi….approposito……;-)

 

 

11 risposte a "Rivoluzione."

      1. Walter Carrettoni ha detto:

        No no crudista no… E devo dire che mangio anche delle belle schifezze ogni tanto… Vegan non vuol dire per forza salutare, soprattutto ora con l’avvento dei prodotti veg industriali da cui bisognerebbe stare alla larga ma sono così appetitosi…

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      2. auacollage ha detto:

        Ah si? Son buoni? Io dell’industriale non mi fido mai. L’antica epoca del sei fan per me è terminata da vent’anni..scorpacciate e non capivo come mai ero gonfia come un pallone e poi ho scoperto che mi faceva male il glutine… la soya e quindi il tofu ( altro sapore orrendo) , le polpette e vegetali invece sono buone. A me piacciono moltissimo gli albumi magari con la ricotta di capra…vegano per me è lontano..come farei senza il mio amato parmigiano!!!🤣🤣🤣🤣🤣🤣

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      3. Walter Carrettoni ha detto:

        Sono stato vegetariano per decenni, il formaggio mi piaceva (e non è che ha smesso di piacermi come sapore) ma, poi, un certo momento ho visualizzato che mangiare formaggio o bere latte è come ciucciare la mammella di una mucca… Come dire, mi ha un filo smontato.
        E poi sto meglio fisicamente, per cui, va bene così.
        (tralascio tutta la parte che parla di sfruttamento animale…)
        🙂

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      4. auacollage ha detto:

        Ci credi che stavo pensando a questo adesso? Con il cartone del latte di capra 🐐 pensavo che anche le capre delle fattorie Girau in Sardegna subiranno chissà cosa ( mai come negli USA, noi a confronto siamo angioletti) perché comunque devono garantire gli scaffali pieni di un tot supermercati ( Bennet e Coop, per esempio) altrimenti perdono il cliente. E io non credo che la Sardegna pulluli di capre. Come non credo, però, che gli ulivi nel mondo siano sufficienti per mantenere sempre pieni gli scaffali dei supermercati..del mondo occidentale. Il cosa mangiamo è sempre di più un problema. I blisters di plastica che contengono i cibi dei Supermercati li mangiano gli animali. Ieri leggevo l’Internazionale….be Walter, buon sabato. Mediterò riguardo al veganesimo. Oggi a Belgioioso c’è la fiera.

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  1. Non Solo Campagna - Il blog di Elena ha detto:

    Disciplina è la parola chiave. Attraverso di essa si impara la moderazione. Anch’io non bevo per motivi di salute, però. Ogni volta a spiegare. Concordo che se si mangia di meno si è più leggeri in tutti i sensi, anche la mente è più lucida. Mi sono sempre moderata nel mangiare e anche lì a spiegare… La mia non è una scelta esistenziale però mi rendo conto che complessivamente mi giova.

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