Sospensioni.

Sospensioni.

Vivere il presente forse è stare sospesi. Osservare che si è qui, ora,  non giudicare e se arriva un giudizio lasciarlo andare. Così lo stare sospesi implica una grande attenzione a dove si mettono i piedi, ben ancorati a terra.

IN FONDO ALLA PAGINA  CANZONETTA: “4 CANI PER STRADA” DI DE GREGORI e…il Grandissimo Giorgio Gaber “Quando è moda è moda”.

L’amica cara che si lamenta sempre di situazioni stressanti e il giorno in cui si ritrova sola a riposare …si annoia un po’. Ti confessa e per un attimo sono rimasta stupita…ma come…solo per un attimo. Comprendi che anche lei con tutto il suo bene gira sempre intorno a una quotidianità ottusa ma la cosa più importante è che comprendo: va bene così. Cosa avevo visto? Cosa avevo capito, sperato, ascoltato? Perché non vedo se non la realtà che vorrei nelle persone? Va benissimo tutto così. Semplicemente.

Cosa troviamo scritto nelle Upanishad? La sintesi della nostra vita. Molto semplice , così semplice che l’avevo già scritta ma devo ripeterla all’infinito perché mi serve. Sognatrice privilegiata e pigra preferisco accoccolarmi su epigrammi e anacoluti e la ripetizione risulta salvifica.

La consapevolezza dell’ignoranza libera immediatamente dall’ignoranza ma occorre andare a monte, e non lavorare a valle dentro le sue fantasmagorie.

Il nostro destino sono le nostre azioni, i nostri pensieri determinano le nostre azioni. Detto in parole povere. Possiamo cambiare le cose ma è inutile lamentarci di ciò che abbiamo scelto. Vedo poche persone e mi lamento che non faccio mai nulla, vedo troppe persone e mi lamento che non sto mai “in pace”. Sono io che scelgo di stare rintanata o di avere sempre impegni e contatti. Potrei  sempre modificare la situazione invece, perchè preferisco così, la situazione rimane la stessa ma mi lamento. Un clichè.

Mi piacerebbe essere un pò più sveglia e comprendere subito che è la lamentela di prammatica. invece no. Tante volte mi adeguo alla situazione e cerco di rassicurare con i soliti anch’io. Perchè ho paura di essere troppo distante, di apparire troppo “saggia”o diversa o noiosa. Non riesco a dire ciò che penso e quando ci ho provato è sempre stato con disagio.Il disagio di quando non c’è nulla da condividere se non amene superficialità.

E adesso faccio così. Qui mi leggono 4 cani per strada (citando De Gregori) e posso scriverlo: me ne guardo bene di parlare delle cose astruse e incomprensibili di chi pratica la meditazione  – citando Fromm ne “L’arte di amare” – la più alta delle discipline e quella che porta le persone a dire di chi medita che sono quelli che non fanno nulla. Mi sento sempre un pò distante, un pò sospesa e mi tiro la zappa sui piedi perchè mi adeguo. Non racconto di come ho pensato le mie mani ieri che tanto fanno e ringrazio o come ho ringraziato questo  corpo, al quale non si pensa mai di inviare Amore: ci lamentiamo sempre se non funziona, non lo ringraziamo mai se è perfetto come un cronometro. Non posso raccontare che va meglio perchè appena arriva un pensiero giudicante lo stoppo prima, magari solo di poco ma l’ho colto subito e per me è una bella cosa. Come faccio a dire che sto a guardare e vedo che quella data cosa – pensiero- fantasia  è semplicemente dettata da un attaccamento, dall’ego o non da altro. Mi piacerebbe tanto ridere con qualcuno raccontando che mi era venuto quel pensiero e subito dopo mi sono fatta una risata vedendo che era solo il mio ego che cercava nutrimento!

I mucchi di aggregati sono traveggole. Liberarsi dalla falsa nozione di essere vincolati.

Il dolore è lo sforzo continuo di essere ciò che non si può essere.

Così l’attaccamento è ovvio, palese, vasto, occulto va riconosciuto, osservato, compreso e la consapevolezza crea sempre più spazio dentro di noi.

Francamente, che faccio? Racconto tutte stè cose? Ma no. Così le scrivo qui per 4 cani per strada. Ciascuno con la propria vita, ciascuno, con il suo ego e i suoi clichès.

La consapevolezza dell’ignoranza libera immediatamente dall’ignoranza ma occorre andare a monte, e non lavorare a valle dentro le sue fantasmagorie.

Grazie.

4 CANI PER STRADA

 

 

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