Pezzi di Fernando.

Pezzi di Fernando per eliminare la delusione per l’umana stupidità. Meno male ho la fortuna di riuscire a passare il cancellino subito. Perchè so riconoscere lo sbaglio. Per qualche alchimia, fortunatamente, si evidenzia da solo. E così cancello.

Da “Il Libro dell’Inquietudine” –  16 luglio 1930 –  175(302)

Penso a volte con un certo piacere (a doppia sezione) alla possibilità futura di una geografia della nostra consapevolezza di noi stessi. A mio avviso lo storico futuro delle nostre sensazioni potrà forse indurre a una scienza precisa il suo atteggiamento verso la consapevolezza della sua stessa anima.Per ora siamo agli inizi in quest’arte difficile: arte tuttavia; chimica delle sensazioni che per ora si trova in uno stadio alchemico. Questo scienziato del futuro proverà uno scrupolo speciale verso la sua vita interiore. da se stesso si fabbricherà lo strumento di precisione per ridurla oggetto di analisi. Non vedo grande difficoltà nel costruire uno strumento di precisione per un uso autoanalitico, unicamente con acciaio e bronzo del pensiero. Mi riferisco ad acciaio e bronzo , veramente acciaio e bronzo , ma dello spirito…..”

Però che bello comprendere che si fanno dei passi e c’è comunque una sorta di rispetto profondo per se stessi che affiora, purtroppo, grazie al confronto. Ci sono persone che non sanno come farsi compagnia e soffrono di solitudini per le quali cercano varie compensazioni . Una di queste è la ricerca di qualcuno di altro. Molti vivono tra le loro remore, le uniche compagne di una vita. La remora come propria compagna di viaggio è tristezza ma una grande certezza.

remora1
/rè·mo·ra/
sostantivo femminile
  1. 1.
  2. LETT.
  3. Motivo di ritardo, freno o contenimento sul piano pratico.
  4. “porre remore a un accordo”
  5. 2.
  6. Nella scia poppiera o talvolta laterale di una nave, zona d’acqua tranquilla e quasi oleosa.

E il significato 2.2  fa comprendere come è meglio la remora: zona d’acqua tranquilla e quasi oleosa. Perfetta per scivolare perfettamente dentro la propria bara.

Tempo fa conobbi un tipo. Quando sentii che aveva delle remore anche riguardo al passaggio da whatapp alla viva voce  –  “avevo fatto bene a chiamarlo altrimenti saremmo andati avanti a scrivere ( frasi noiose di formalismi inutili che nascondono paure. ma di che?caggiungo io ora)  –  in quel momento un piccolo spavento si insinuò in me. Non c’è nulla di male, senti una cosa ma la mente di dice altro , domani puoi morire e sei ancora lì accoccolato tra le remore? Credo ci sia un’offerta per alcuni esemplari di remora vintage su Amazon. Buona navigazione. 🙂

Imparare sempre. Domani andrò a prendere il Ruchè che mi piace assai però magari brinderò con un calice di Dom – è del 2002 – dovrebbe essere una buona annata.

Qui sotto il quadro su gomma cm 190×105 che vorrei mettere nel take away del mio amico Remo a Milano. Spero gli piacerà.

fullsizeoutput_221e

Ancora Fernando Pessoa come finale. Apro a caso la mia “Bibbia” che ho citato prima – 15 maggio 1930  52 (39)

“Alzata di spalle.

Di solito attribuiamo alla nostra idea dell’ignoto il colore delle nostre azioni del noto. Se la morte la definiamo un sonno è perchè essa ci sembra un sonno dal di fuori; se chiamiamo la morte una nuova vita è perchè ci sembra una cosa diversa dalla vita. Attraverso piccoli malintesi nei confronti del reale noi costruiamo le fedi e le speranze, e così ci nutriamo di croste che chiamiamo dolci, come i bambini poveri giocano a essere felici. …. La civiltà consiste nel dare a qualcosa un nome che non è il suo, e poi sognare sul risultato. E in verità il nome falso e il sogno vero creano una nuova realtà . . . “

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