Riflettersi.

Riflettersi.

Riflettersi tra le righe altrui per riflettere su se stessi. Così come pioppi silenziosi che ho trasportato sulla tela con gli smalti il silenzio e pochi colori. E’ un tempo dove l’animo ha bisogno di colori : li devo disciplinare in fila indiana per farli arrivare al cuore, con questo astrale confuso che mi ritrovo a domare di fronte ad ogni emozione.

Ecco il quadretto di 120×100.

PIOPPI CM 120X100

Animo scomposto come i rami degli alberi che fuoriescono dalla tela. Un lasciare andare che vorrei più sereno, e vorrei lasciare andare anche il “vorrei”.

Lasciare andare l’immagine, disperdersi nell’acqua. Ci si perde nell’ego e così non si ascolta, non si riflette. Se mettiamo attenzione, vera attenzione in quello che facciamo allora subentra una pacificazione; della quale neppure ci accorgiamo tanto è naturale e fluida.  Sono momenti.  Momenti che è sempre necessario ritrovare: quando i rami sono scomposti dal vento, quando i margini fuoriescono dalla tela, qualsiasi sia la sua grandezza. In questi momenti si dipinge in proporzione.

Il bello di inventarsi qualcosa è il fatto che riflette il proprio stato d’animo. Un modo come un altro per esprimersi.

Come cucinare.

Attese di sintesi.

Piombano come assiomi in picchiata.

Il Bianco raggrinzisce per nascondersi.

La folla dei segni scappa per l’incendio.

 

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