Gatti stesi.

Gatti stesi, ad asciugare. Gatti in giro, un po’ di traverso sul divano. Con quel piccolo naso rosa triangolare, si toelettano e guardano strani personaggi invisibili della casa così, di volta in volta, dopo aver sistemato il pelo a zone. Cambiano posto e diventano piccole sfingi. Hanno i loro posti precisi, secondo le ore della sera. Il divano è suddiviso in precisi settori e ciascuno ha la sua competenza. Sempre molto composti, di solito, dopo le 22.00, chiedono la stesura attenta della copertina, a turno si acciambellano al mio fianco e chiedono una dose di carezze. Non eccessiva, quel giusto per ciascuno. Poi si ricompongono a sfinge ai loro posti.

Per ragioni che non mi hanno mai voluto dire, qualche volta arriva una necessità di coccole e grattini molto più sostenuta alla quale risulta assolutamente impossibile sottrarsi e se ci si ferma si viene dolcemente rimproverati e bloccano la mano tra le zampe.

In bagno hanno la loro panchetta, ricoperta da un morbido tappetino bianco – altri colori più scuri sono sgraditi ( forse da siberiani hanno un ricordo delle coltri di neve?) – a turno salgono e chiedono, perentori, di essere spazzolati.

Il risultato è che se si va in bagno bisogna ricordare sempre che 10 minuti di spazzolata sono il minimo. In questo caso le ore sono quelle del mattino e della sera. Ogni tanto tentano anche dopo pranzo se sono a casa ma, come capo di questa società ho formalmente richiesto di eliminare la spazzolata pomeridiana. Come soci – hanno la maggioranza relativa – hanno accettato loro malgrado. Sono venuta loro incontro assicurando che non sono completamente vietate. La soluzione “random” è stata approvata all’ unanimità.

Nelle immagini che seguono é piuttosto interessante notare il perfetto stato di rilassamento serale della femmina nella sua postazione preferita dalle 21.00 a mezzanotte.


Durante l’ora di meditazione 🧘‍♀️ la partecipazione è costante. Arrivano nella stanza silenziosi e si siedono alle mie spalle. Lui a destra, lei a sinistra, in posizione composta.

Così, qui si fa una vita da gatti. Più vivace quella estiva, letargica quella invernale che comunque comporta l’uscita mattutina sul balcone per mangiare l’erba e i fiori dei ciclamini, di solito tutti entro la fine di novembre. Non sono graditi nervosismi e fretta che provocano loro seri dubbi sulla sanità mentale dell’umano in quanto la vita è breve e non va sprecata in faccende inutili e anche malsane.

Ecco proprio ora è avvenuto lo spostamento con richiesta di coccole, devo andare.

A

2 risposte a "Gatti stesi."

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