Sempre di notte.

Sempre di notte arrivano passaggi.

Sempre di notte mi rendo conto di qualcosa. Sono sempre un po’ sospesa. Oggi ero sul lago appoggiata con il cuore alla riva con le nubi basse intorno al battito. Risate a crepapelle, con la mia amica carissima, hanno sollevato le sorti di quest’anima autunnale che ha un bisogno infinito di tenerezza.  

Alla fine cosa faccio: dormo, mangio, bevo, urino, defeco, lavo, stiro, apro bottiglie di vino, cucino, accarezzo i gatti, pulisco, medito, parlo troppo, penso poco, faccio il pane ( con la macchinetta), osservo delle cose, piango. E così finisce una settimana e ne inizia un’altra. Melanconia d’ottobre come stagno si salda alle ossa.  Preferisco non pensare a questa vita che scorre e non me ne accorgo mai.

Non ho affetti, di quelli seri. Moriranno i gatti, moriranno tutti e alla fine morirò anch’io. Un’isola nella corrente alla deriva, senza un albero. Però pietra polita..forse…

Sempre di notte arrivano passaggi.

Ho sempre paura delle emozioni. Sarei fuggita in silenzio. Ho sempre fatto così. Adesso le riprendo con la cinepresa ma non le metto in moviola. Lascio andare. Tutto è come deve essere ma ci sono momenti in cui è molto faticoso.

Forse più che vivere sul mare in barca, avrei voluto essere io la barca, per andare alla deriva . Invisibile e silenziosa.

Sempre di notte arrivano passaggi.

 

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