L’assenza di dio.

L’assenza di dio è un Dio anch’essa. F.Pessoa.

Così ritorna Fernando. In questa sera d’autunno inoltrato e piovoso. La televisione non ha immagini e l’ascolto come una radio. Direi quasi meglio. Un po’ quasi una strana magia di suono. Senza immagini ascolto e i colori dei suoni diventano tridimensionali come note d’accompagnamento. Notte poco stellata, dove inciampo in questo tempo nuovo. Ritmi nuovi quotidiani rendono la pelle luminosa.

Così ritorna Fernando con pensieri di foglia e Dei nascosti, per un sangue di cellule deluse, alcool che addormenta un’immagine di una vita che avrebbe voluto distrarsi da un dolore continuo.

“in questa vita, in cui sono il mio sonno,

Non sono il mio padrone,

Chi sono è chi ignoro di essere: vivo

Immerso in questa nebbia che io sono –

tutte le vite che ebbi in altri tempi

In una sola vita.

Sono mare: di sotto mareggiando verso l’alto ruggisco,

Ma il mio colore viene dal mio alto cielo

e mI incontro quando da me fuggo.

Chi da bambino mi guidava

se non la vera anima che in me si trovava?

Legata dalle braccia corporee,

non poteva più essere.

Ma, certo, un gesto, uno sguardo, un oblio anche,

agli occhi di chi bene osserva, svela

la Presenza Reale sotto la maschera

della mia anima presente senza volere.”

F.Pessoa – Poesie esoteriche – Guanda – pag.93

21-mondo-al-contrario

 

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